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Per arrivare al rifugio bisogna essere esperti? |
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Il Piz Boé è considerato il 3000 più “facile” delle Dolomiti. Ciò significa che tutti possono avere la possibilità di salire per la via normale, anche bambini e anziani. Questa infatti in tutti i punti più impegnativi è stata da noi attrezzata, per agevolare l’ascesa e ridurre al minimo il rischio di incidenti.
Per chi invece vuole cimentarsi nel risalire per la Ferrata Cesare Piazzetta è consigliato, se non si dispone già di un certo grado di esperienza, di appoggiarsi all’esperienza di una guida alpina. |
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Qual’è l’abbigliamento necessario? |
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Pur non essendo necessario un abbigliamento strettamente “tecnico” è comunque necessario rispettare alcuni semplici accorgimenti. Innanzitutto bisogna munirsi di un paio di calzature adatte alle escursioni in montagna, preferibilmente scarponcini che diano supporto alla caviglia.
Inoltre anche in estate è buona norma portare almeno una maglietta di ricambio, una giacca a vento e un capo di abbigliamento caldo. In caso di temporale infatti le miti temperature estive, in alta montagna possono abbattersi rapidamente. |
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Vi sono limiti di età entro i quali è sconsigliato salire?
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Come già detto, tutti possono tranqullaente salire sino al rifugio, compresi bambini e anziani. Va tuttavia detto che infanti e persone in età avanzata tendono ad essere più facilmente soggetti al mal di montagna. In tali casi quindi bisogna perticolarmente prestare attenzione dovessero insorgerne i caratteristici sintomi.
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Come si riconosce il Mal di Montagna? |
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Il primo sintomo del mal di montagna è solitamente la cefalea. Altri sintomi includono insonnia, irritabilità, nausea, vomito, ansia e vertigini. In caso di leggera nausea non è il caso di preoccuparsi. Tuttavia dovessero insorgere forti emicranee,unite a vertigini, nausea e vomito è imperativo scendere il più velocemente possibile di quota, essendo questi sintomi di uno stato patologico potenzialmente pericoloso.
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Come bisogna comportarsi in caso di temporale? |
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Oltre al repentino cambio di temperature, il maggior rischio legato ai temporali estivi in montagna sono i fulmini. Ai primi avvisi di un temporale, quindi, bisogna evitare cime e creste, e dirigersi immediatamente verso il rifugio più vicino.
Resta in ogni caso consigliabile il dirigersi verso valle. Bisnogna inoltre evitare di rifugiarsi nelle stazioni delle teleferiche, attardarsi sui sentieri attrezzati o di tentare a tutti i costi di “fare la cima”. Sono leggende metropolitane le credenze secondo cui cellulari, gioielli o orologi attraggono i fulmini. |
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Dove posso informarmi sulle condizioni meteo? |
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Ad ongi stazione degli impianti di risalita, all’APT della valle e sulle frequenze delle radio locali vengono ogni giorno esposti i più aggiornati bollettini metereologici. Inoltre un accurato servizio di previsione è offerto dalla stazione metereologica di Arabba, il cui indirizzo internet si può trovare nella sezione links di questo sito. |
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Vi sono norme di comportamento particolari da seguire? |
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Il galateo in montagna è dettato semplicemente dal rispetto e dal buon senso. Ciò nonostante vi sono alcune differenze da notare fra rifugi in quota ed esercizi in valle. Inanzitutto tutto ciò che si trova al rifugio vi è arrivato a spalla o con il costoso intervento dell’elicottero. Allo stesso modo le immondizie devono tornare in valle. Si chiede quindi a tutti gli escursionisti la cortesia di riportare personalmente le proprie immondizie a valle.
Sempre per le stesse ragioni, un rifugio d’alta quota non è materialmente in grado di offrire gli stessi confort di uno situato in valle. Non vi è quindi aqua corrente né elettricità di rete. Siate dunque ragionevoli nelle vostre aspettative, e faremo sempre del nostro meglio per accontentarVi. Nel caso in cui si decida di consumare viveri propri si chiede inoltre di non farlo utilizzando le strutture dei rifugi, dato che i pochi posti a disposizione verrebbero così occupati, impedendo all’utenza meno premunita di ristorarsi. |
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Al rifugio cisi può rifornire di acqua potabile? |
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Il rifugio, trovandosi su di una cima, non dispone di acqua corrente. Per la cucina viene dunque recuperata acqua piovana e di morena, la quale se non mineralizzata non è potabile. L’unica soluzione resta dunque l’acquisto di acqua in bottiglia o di bere del té. |
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E se si volesse pernottare in rifugio? |
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Tutti sono caldamente invitati a fare l’esperienza di una notte in quota e provare l’emozione di vedere l’alba a 3000 metri. Il rifugio dispone di 22 letti divisi in più divisori da tre-quattro letti e una camerona da otto. Come in tutti i rifugi vengono fornite le coperte, ma non le lenzuola. Bisogna dunque munirsi di un saccolenzuolo, il quale si può anche nolleggiare o acquistare in loco.
Essendo le scorte d’acqua estremamente limitate, e non essendovi acqua calda corrente, non è possibile farsi la doccia. Ci si deve dunque adattare a lavarsi al lavandino comune. Per ogni Vostra esigenza cerceremo comunque di ovviare ad ogni disagio che le limitazioni imposte dalla quota potranno causare. Ricordiamo inoltre che i posti sono limitati e che dunque è gradita la prenotazione! |
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Per arrivare al rifugio bisogna essere esperti? |
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Il Piz Boé è considerato il 3000 più “facile” delle Dolomiti. Ciò significa che tutti possono avere la possibilità di salire per la via normale, anche banbini e anziani. Questa infatti in tutti i punti più impegnativi è stata da noi attrezzata, per agevolare l’ascesa e ridurre al minimo il riscio di incidenti. Per chi invece vuole cimentarsi nel risalire per la Ferrata Cesare Piazzetta è consigliato, se non si dispone già di un certo grado di esperienza, di una guida alpina. |
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Per ogni ulteriore domanda, incertezza o curiosità non esitate a contattarci! Saremo felici di risponderVi.

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